L’origine misteriosa del vitigno
Il Tai Rosso è conosciuto anche come el vin del marangon, cioè il vino del falegname. Perchè?
Secondo una leggenda tuttora fortemente radicata nella credenza popolare, un falegname di Barbarano Vicentino, suddito dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria, di ritorno in patria dopo una missione in Ungheria portò con sé delle barbatelle di Tocai Rosso (il vecchio nome del vitigno fino al 2007), piantandole poi con successo nel paese natio.
La verità potrebbe però essere un’altra e collocarsi nella seconda metà dell’Ottocento, quando i Veneti, da abituali esportatori di vino, furono costretti a diventare forti importatori a seguito della massiccia distruzione dei vigneti causata dalla peronospora e dalla fillossera, nel tentativo, peraltro riuscito, di reintegrare il patrimonio viticolo. Vennero allora messi a dimora nuovi vitigni, molti dei quali francesi (Pinot, Sauvignon, Merlot, Cabernet,…).
C'è anche chi sostiene che il Tocai Rosso sia sempre esistito in terra berica, magari sotto diversa nomenclatura, appartenente a qualche ceppo di Schiave, diffusissime nel Vicentino. Potrebbe aver assunto il nome di Tocai Rosso nell’Ottocento, quando si diffuse la moda del Tocaj ungherese, vanto allora delle mense più ricche.
La versione storicamente più attendibile e documentata, però, considera il tai rosso un dono ricevuto nei secoli scorsi dai vescovi di Vicenza, feudatari di Barbarano e ospiti a più riprese ad Avignone, i quali avrebbero portato e piantato nel territorio dei Colli Berici dei tralci di uve provenzali del Vaucluse.